Oscurata l’«Ora della Calabria»

 

— Silvio Messinetti, COSENZA, 19.4.2014 “Il Manifesto”

Stampa. Il quotidiano, travolto dal caso Gentile, cessa le pubblicazioni e il sito internet viene oscurato. La decisione dei liquidatori dopo l'annuncio di tre giorni di sciopero

 

L’Ora della Cala­bria non scocca più. Il quo­ti­diano cala­brese diretto da Luciano Regolo cessa le pub­bli­ca­zioni e il sito inter­net viene oscu­rato. Dopo aver pro­cla­mato tre giorni di scio­pero per l’imminente rischio che la testata finisse in mano dello stam­pa­tore Umberto De Rose (prin­ci­pale cre­di­tore dell’editore C&C) colui che la notte tra il 18 e il 19 feb­braio avrebbe fatto pres­sioni per togliere la noti­zia sull’apertura di un’inchiesta giu­di­zia­ria a carico del figlio del sena­tore, e per breve tempo sot­to­se­gre­ta­rio alle Infra­strut­ture, Anto­nio Gen­tile (Ncd), annun­ciando un blocco delle rota­tive. Il gior­nale di fatto non uscì, epi­so­dio per cui De Rose è inda­gato per vio­lenza pri­vata dalla pro­cura di Cosenza.

La pos­si­bi­lità di ritro­var­selo in reda­zione ha messo in agi­ta­zione la reda­zione, ma il liqui­da­tore, Giu­seppe Bilotta, ha stop­pato ogni riven­di­ca­zione comu­ni­cando via e-mail, alle 18.28 di ieri, la chiu­sura de l’Ora. Tale gesto improv­viso, spie­gato con la neces­sità di non gra­vare il bilan­cio con ulte­riori spese di stampa (nei tre giorni di scio­pero non si sarebbe comun­que andati in rota­tiva), è visto come una ritor­sione dal cdr e dalla dire­zione, «inac­cet­ta­bile spe­cial­mente per­ché sia il cdr sia il sot­to­scritto nel numero oggi in edi­cola ave­vamo destato la pub­blica atten­zione su alcuni aspetti poco chiari nelle moda­lità e nelle pro­ce­dure di liqui­da­zione stessa» esclama Regolo. Tale con­vin­ci­mento è suf­fra­gato anche dal fatto che il liqui­da­tore, «con scelta tota­li­ta­ria ha comu­ni­cato anche la ces­sa­zione dell’attivitàon line che non ha e non può avere alcun costo gior­na­liero sen­si­bile ai fini del bilan­cio. Una scelta quindi solo dovuta alla volontà di met­tere il bava­glio alla reda­zione e al diret­tore dell’Ora». Una sto­ria tra­va­gliata quella dell’Ora, sin dai tempi in cui era edi­tata come Cala­bria Ora. Una ple­tora di diret­tori sus­se­gui­tisi in pochi anni (Lepo­race, Pol­li­chieni, San­so­netti, Regolo), un paio di pro­ce­dure con­cor­suali, e tanti scan­dali. Il più grave indub­bia­mente è stato quello della cen­sura dell’inchiesta sul figlio del sena­tore, che ha pro­dotto le dimis­sioni di Gen­tile da sot­to­se­gre­ta­rio, l’apertura di un’inchiesta giu­di­zia­ria e stra­sci­chi che ancora continuano.

Con una forte denun­cia pub­blica Sel ha infatti chie­sto le dimis­sioni di Andrea Gen­tile, figlio del sena­tore del Nuovo cen­tro destra, dalla pre­si­denza dell’organismo di vigi­lanza di Sacal, la società pro­prie­ta­ria dell’Aeroporto di Lame­zia Terme.

«È del tutto evi­dente che ragioni di oppor­tu­nità impor­reb­bero le imme­diate dimis­sioni di Gen­tile dall’Organismo di vigi­lanza. Non è cre­di­bile che pro­prio colui che dovrebbe svol­gere un com­pito così deli­cato di con­trollo sulla rego­la­rità degli atti degli ammi­ni­stra­tori, sulla gestione e i dipen­denti, per evi­tare che com­met­tano reati nello svol­gi­mento delle loro fun­zioni, risulti in prima per­sona inda­gato pro­prio per la com­mis­sione di reati della stessa natura. A mag­gior ragione se rive­ste la carica di pre­si­dente e, essen­do­sene già pre­sen­tate sva­riate occa­sioni, ha dimo­strato di non aver saputo vigi­lare» incalza Sel.

È para­dos­sale che l’Odv che dovrebbe pre­ve­nire la com­mis­sione dei reati, con­trol­lare costan­te­mente le aree defi­nite a rischio, segna­lare agli organi api­cali le tra­sgres­sioni riscon­trate e pre­di­sporre un sistema disci­pli­nare per san­zio­nare i tra­sgres­sori, sia gui­dato da un inda­gato per gravi reati con­tro la pub­blica ammi­ni­stra­zione (la vicenda è legata a con­su­lenze d’oro otte­nute dall’Azienda sani­ta­ria pro­vin­ciale di Cosenza). «Come mai Gen­tile non si è ancora dimesso» con­clude Sel.